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Le alleanze del Somaliland spiegate da Ayan Mahamoud

below is the text of an article in Mangiatori di Cervello from 27 June 2017.

 

Su una qualsiasi mappa geografica abbastanza dettagliata, il Somaliland compare come parte della Somalia. È però un dato di fatto che esso rivendichi da quasi 30 anni la propria indipendenza da Mogadiscio, essendosene distaccata fin dallo scoppio della guerra civile nel 1991. Questo Stato non riconosciuto da nessuno corrisponde all’ex Somalia britannica, unitasi nel 1960 alla parte che fu invece colonia italiana, e da anni sta tentando di essere riconosciuto a livello internazionale attraverso reti diplomatiche.

 

Abbiamo intervistato Ayan Mahamoud, capo della delegazione del Somaliland nel Regno Unito e nel Commonwealth, per capire la posizione di questo sullo scacchiere geopolitico internazionale.

Ayan Mahamoud, capo della delegazione del Somaliland nel Regno Unito e nel Commonwealth (Credits: Facebook)

Ayan Mahamoud, capo della delegazione del Somaliland nel Regno Unito e nel Commonwealth (Credits: Facebook)

 

Che relazioni ha il Somaliland con i Paesi europei? Ha rappresentanze all’estero?
In Europa, il Somaliland ha uffici di rappresentanza in Regno Unito, Francia, Belgio, Svezia e Norvegia per creare relazioni con i Paesi ospitanti. C’è anche un accordo di cooperazione de facto stipulato tra questi governi e il Somaliland, data la numerosa popolazione (somala, NdR) vittima della diaspora presente in ognuno di questi Stati. Inoltre, la Danimarca ha un ufficio di collegamento ad Hargeisa (capitale del Somaliland, NdR) e molti Stati europei sono in stretto contatto con Hargeisa attraverso i propri uffici ad Addis Abeba e Nairobi.

 

A novembre ci saranno le elezioni presidenziali: chi sono i candidati? C’è qualcuno che parte favorito?
La legge elettorale del Somaliland specifica che ci si possono candidare solo tre partiti politici alla volta. Ciò assicura che i vari schieramenti debbano costruire un proprio sostegno che vada oltre i clan tribali. Questo novembre i partiti saranno Kulmiye (Pace, Unità e Sviluppo), Wadani e UCID (Per la Giustizia e lo Sviluppo). I loro candidati sono rispettivamente Musa Bihi, Abdirahman Abdullahi “Cirro” e Faysal Ali Warabe: tutti e tre sono molto conosciuti; Kulmiye, come attuale partito di governo, è in una forte posizione di vantaggio ma Cirro è lo speaker del Parlamento e Faysal Warabe è il fondatore dell’UCID.

 

Che relazioni ci sono con gli altri Paesi africani, per esempio con l’Etiopia?

Il Somaliland sta costruendo relazioni con gli altri Stati africani, inclusa l’Etiopia, con la quale ha anche firmato numerosi Memorandum d’intesa su questioni come la sicurezza e la cooperazione commerciale. Il Somaliland spera che lo sviluppo del porto di Berbera aiuterà a proseguire per questa strada, in modo particolare con i Paesi dell’Africa orientale che non hanno sbocchi sul mare. Cerchiamo di ottenere lo status di osservatore e di entrare nell’Unione Africana e in altre organizzazioni multilaterali del continente, attendendo con ansia di impegnarsi in modo produttivo con i membri dell’UA su questioni reciprocamente vantaggiose.

 

Con la limitrofa regione semi-autonoma del Puntland, il Somaliland ha ingaggiato una guerra per i confini fin dagli anni ‘90. Com’è la situazione oggi?
La situazione con il Puntland è stabile e il Somaliland attende con impazienza di continuare le proprie relazioni con esso e con tutte le parti della Somalia, come un buon vicino.

 

Aereo dell'esercito somalo abbattuto negli anni '90 dalla contraerea del Somaliland e da allora diventato monumento, Hargeisa (Credits: G-ARPO/ Flickr)

Aereo dell’esercito somalo abbattuto negli anni ’90 dalla contraerea del Somaliland e da allora diventato monumento, Hargeisa (Credits: G-ARPO/ Flickr)

 

L’agenzia di rimesse dall’estero Dahabshiil, nata proprio nel vostro Paese, ha avuto dei problemi con la banca inglese Barclays alcuni anni fa. La vicenda ha avuto ripercussioni in Somaliland?
Alcuni anni fa, Barclays prese la decisione commerciale di ritirare i servizi da tutto il settore del trasferimento di denaro. Noi crediamo che i nativi del Somaliland sparsi per il mondo abbiano ogni diritto di poter inviare denaro ai propri cari rimasti nella loro terra. Dato che molti nostri connazionali usano le compagnie di money transfer per supportare famiglie e amici, ogni restrizione all’accesso a servizi bancari equivale a una negazione del proprio diritto di aiutare i propri cari. Questo è stato detto, e anche se non possiamo parlare a nome della stessa Dahabshiil, noi sappiamo che essa continua a servire comunità in diverse località del Somaliland, stabilendo e mantenendo partnership societarie con banche e altre compagnie.

 

Nella recente crisi del Golfo, il Somaliland si è schierato dalla parte dell’Arabia Saudita. Perché questa decisione? Il Qatar ha aiutato il vostro Paese con aiuti umanitari…
Il nostro Paese spera che le divergenze tra le parti vengano sistemate in via amichevole. Non abbiamo bloccato le associazioni di beneficenza del Qatar che finanziano progetti umanitari in Somaliland: il nostro supporto è basato sulla posizione che condividiamo con la coalizione per quanto riguarda l’estremismo e il terrorismo. Va anche sottolineato che, nel prendere questa decisione, il nostro governo ha affermato la propria sovranità sul proprio spazio aereo.

 

Dato che la Somalia è soggetta ad embargo internazionale per le armi, l’accordo firmato recentemente tra voi e gli Emirati Arabi sulla cooperazione militare è una violazione del diritto internazionale? Perché, ufficialmente, il Somaliland è comunque parte della Somalia.
L’accordo tra il Somaliland e gli UAE non comporta la vendita o il trasferimento di armi. È importante sottolineare che il nostro Stato è indipendente e ha ogni diritto di difendersi, ma ciò non è una violazione di nessuna risoluzione delle Nazioni Unite. Abbiamo buone relazioni di lavoro con lo SEMG (Somalia and Eritrea Monitoring Group), il quale è responsabile per queste questioni.

 

Somaliland's plea: 'Don't wait for people to die'

below is the text of an article on the ITV News website from 10 March 2017.

 

As she watches her home Somaliland stand on the brink of famine, a senior official has put out an emotional plea to the world to "not wait until people die."

With more than one and a half million people facing the prospect of starving to death, Ayan Mahamoud says it is "already too late - but every day counts, every hour counts".

Speaking to ITV News, Ms Mahamoud broke down in tears recalling how nomad communities have "lost all their animals".

 

When does an urgent food crisis become a famine? Nine-month-old Ali Hassan is among a generation of Somalian babies facing a looming famine

Nine-month-old Ali Hassan is among a generation of Somalian babies facing a looming famine Credit: AP

 

Her plea comes as the UN announced the world is facing its largest humanitarian crisis since 1945 - with over 20 million people facing starvation and famine.

 

Somaliland, along with other Horn of Africa countries, has been starved of rain for three consecutive years, leaving over half of its 18 million livestock dead.Dead animals are a common sight now in Somaliland.

 

Ms Mahamoud, the head of Somaliland Mission to the UK, went on to say that the world “knew this was coming”.

 

She said: “The signs were there in November – and now we are in March. It’s four months.

 

“People lost all their animals. Now people are starting to die.”

 

Because Somaliland is not a recognised country, Ms Mahamoud is not officially the ambassador, but she holds the highest post at the Somaliland mission.

 

Will the world heed the warnings of Somaliland's savage drought?

Somaliland's rains have failed for three consecutive years

 

She added: “We hope we will survive. Somalis are resilient people, but this is beyond their control.”

 

Speaking to ITV News from Somaliland earlier this week, a medical worker echoed her pleas for help.

 

She said: “We need immediate support, including food, water and medicine.

 

“When I say immediate I mean now. We have the chance to save lives now.”

It may be too late for this people by the time help arrives - if it does at all.

It may be too late for this people by the time help arrives - if it does at all. Credit: ITV News

 

 

 

Somaliland's plea: "Without help now, we'll all be finished'

 

 

 

Somaliland offers investors chance to make history

below is the text of an article in the Financial Times from 29 June 2017.

 

 

Prosperity will support the republic’s bid for international recognition

Read more: Somaliland offers investors chance to make history

Somaliland calls for talks with Somalia

below is the text of an article in African Business Magazine from 20 June 2017.

 

 

Somaliland wants to reopen talks with the newly elected government of Somalia on security, economic cooperation and development, according to the autonomous region’s foreign minister.

Read more: Somaliland calls for talks with Somalia

Somaliland's hunger crisis: ‘The world doesn't respond until children are dying'

below is the text of an article in The Guardian newspaper from 24 May 2017.

 

 

Failure to recognise Somaliland’s independence means aid that could save lives of people hit by drought and cholera is too slow to arrive, says foreign minister

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